Offset Femorale


Fulvio Pecorelli

Offset  è un termine inglese generico, che letteralmente significa “fuori contatto”, ma che ha vari significati in rapporto al contesto in cui viene scritto: in tipografia è un metodo di stampa, in botanica ha il significato di germoglio, in architettura di piano inclinato, in topografia indica una breve distanza misurata perpendicolarmente alla linea principale di misurazione, ma può significare anche sperone di montagna, spostamento laterale, linea elettrica secondaria, curva in un tubo, compenso o pagamento. 

In biomeccanica assume  il significato di distanza, misurata perpendicolarmente rispetto ad una linea principale, fra due componenti di una struttura.

L’offset femorale, detto anche offset dell’anca, è la distanza che intercorre fra il centro di rotazione della testa femorale e la linea che divide in due parti l’asse della diafisi femorale (asse anatomico) oppure l’asse dello stelo di una protesi (Fig. 1). 

femore

 

 

 

 

 



Figura 1 – Diagramma che mostra l’offset femorale (A) e il braccio di leva degli abduttori (B). A destra le stesse valutazioni su uno stelo di artroprotesi.  L’offset femorale è la distanza fra il centro di rotazione della testa del femore e la linea che divide in due parti l’asse della diafisi del femore (asse anatomico) oppure l’asse dello stelo femorale di una protesi. Il braccio di leva degli abduttori (vedi avanti) è la distanza perpendicolare fra il centro di rotazione  e la linea tangenziale alla faccia laterale del gran trocantere.

La misurazione viene effettuata sulla radiografia antero-posteriore della pelvi eseguita con il tubo catodico a distanza di 120 cm. dalla pellicola radiografica con il fascio perpendicolare al tavolo orientato in direzione del punto medio fra il bordo superiore della sinfisi pubica e la linea orizzontale che unisce le due spine iliache antero-superiori. Il centro di rotazione dell’anca viene ricercato con i cerchi di Mose. Va considerato, comunque, che le misure radiografiche convenzionali dell’offset dell’anca possono variare in rapporto a vari fattori come l’ingrandimento radiografico, la corporatura del paziente e soprattutto la rotazione dell’ anca, specie nei casi in cui è presente un atteggiamento antalgico coatto in rotazione esterna. L’atteggiamento articolare idoneo alla misurazione  è la rotazione interna di 15° che si ottiene ponendo la rotula allo zenit.
     Una più esatta misurazione si ottiene sulla TC 3D, considerato che la radiografia sottovaluta la misura dell’offset in misura  fra 3 e 5 mm. pari al 10% circa del valore globale dell’offset femorale.
     L’offset femorale fisiologico non è una misura assoluta. Secondo alcuni biomeccanici usualmente misura fra 25 e 50 mm. Per altri il valore medio è di 44 mm. (range 36-56), secondo altri di 38,8 mm. (range 32-56 circa).   
L’offset del femore è un parametro biomeccanico che condiziona la fisiopatologia articolare dell’anca poiché influenza la forza dei muscoli abduttori (medio e piccolo gluteo che sono anatomicamente distinti ma sono un’entità fisiologicamente unica) e la stabilità dell’anca. Assume cruciale importanza quando si deve ricostruire la geometria articolare durante un intervento chirurgico.  Benché sia stata dimostrata statisticamente una significativa correlazione fra offset e braccio di leva degli abduttori, questo (il braccio di leva e quindi la forza) può essere direttamente misurato sulla radiografia antero-posteriore della pelvi perché corrisponde alla distanza perpendicolare tra il centro di rotazione della testa del femore e la linea tangenziale al margine laterale del gran trocantere che corrisponde alla linea di azione degli abduttori (Fig. 1).               
     L’aumento dell’offset, spostando il femore lateralmente, allunga il braccio di leva degli abduttori e, quindi, aumenta la forza necessaria per bilanciare il bacino.     Una maggiore lunghezza dell’offset migliora l’articolarità dell’anca e la deambulazione, riduce il rischio di attrito femoro-acetabolare, di zoppia e della necessità dell’uso di stampelle,  di insorgenza del fenomeno di Trendelemburg e di lussazione e offre maggiore stabilità all’ impianto protesico.             
Per contro, la modificazione dell’offset femorale non influenza la lunghezza dell’arto e quindi fornisce una misura per adattare l’arto senza alterarne la lunghezza.   L’offset dell’anca è influenzato da vari fattori come: la lunghezza del collo del femore, l’angolo di inclinazione (angolo cervico-diafisario), l’angolo di declinazione (che nell’adulto è pari a 12°  in antiversione del collo del femore)  il cui aumento crea uno spostamento posteriore del gran trocantere riducendo l’offset funzionale, le variazioni anatomiche del femore prossimale (varismo e valgismo), la statura e l’età ed anche le condizioni patologiche; appartengono a queste ultime l’artrosi, la Malattia di Perthes, l’epifisiolisi, la displasia congenita dell’anca, l’osteonecrosi cefalica del femore, le deformità post-traumatiche. 

Per una corretta valutazione dell’offset è necessario individuare correttamente anche il centro di rotazione dell’anca che caratterizza la coppia testa femorale-acetabolo. Per individuare questo centro si fà riferimento  alla U radiografica (detta anche immagine lacrimiforme) misurando le distanze, orizzontale e verticale, che separano il punto più declive dalla U radiografica dal centro della testa (Fig. 2).
       Nel piano orizzontale  il  centro di rotazione può essere calcolato anche misurando la sua distanza dall’asse mediano della pelvi, che è la perpendicolare, passante per la sinfisi pubica, alla linea bi-ischiatica, che è la tangente alle tuberosità ischiatiche.  Nel piano verticale l’altezza del centro può essere calcolata anche misurando la distanza dalla linea bi-ischiatica, oppure la distanza dalla linea che unisce l’apice dei due piccoli trocanteri.

Bacino

 

 

 







Figura 2 – Diagramma che mostra le misurazioni per determinare il centro di rotazione dell’anca se non possono essere ottenuti dati comparativi con l’anca controlaterale sana.  A: distanza verticale del centro di rotazione dell’anca dal fondo della U radiografica; B: distanza orizzontale del centro dell’anca dal fondo della U radiografica.
 

La localizzazione del centro di rotazione dell’anca è un dato essenziale, tenuto conto che qualsiasi variazione di questo centro influenza il braccio di leva sia degli abduttori che del peso corporeo e perciò la forza necessaria per bilanciare la pelvi in appoggio monopodalico. La sua medializzazione migliora la funzionalità dell’anca e riduce gli stress sul’interfaccia coppa acetabolare/testa dello stelo femorale dopo una protesizzazione.

     Comunque, va tenuto presente  che per determinare con maggiore esattezza l’asse di attività dei muscoli abduttori, è opportuno considerare due ulteriori dati:   

1. l’offset globale, che è la somma dell’offset femorale e la lateralizzazione del centro di rotazione dell’anca, che determina l’asse di attività degli abduttori;
2. l’angolo ilio-trocanterico (Fig. 3) delimitato dalla linea cefalo-trocanterica, che decorre dal centro di rotazione dell’anca all’apice del gran trocantere, e dalla linea che va dal centro di rotazione al punto medio di inserzione del medio gluteo.
Quest’angolo tiene conto delle caratteristiche morfologiche del femore e dell’osso iliaco per l’inserzione degli abduttori la cui forza varia in base alle variazioni del suddetto angolo (Orthopaedics and Traumatology: Surgery and Research 95, 210-219, 2009).

Anca

 

 

 

 

 Fig.3 – L' angolo ilio-trocanterico è delimitato dalla linea cefalotrocanterica, che decorre dal centro di rotazione dell’anca all’apice del gran trocantere, e dalla linea che va dal centro di rotazione al punto medio di inserzione del medio gluteo (letteratura citata).

Le modificazioni del centro di rotazione o dell’offset influenzano l’angolo ilio- trocanterico e quindi la forza richiesta agli abduttori per bilanciare la pelvi.
     Tutti questi vari parametri sono stati studiati al fine di valutare le variazioni dell’attività degli abduttori in rapporto all’altezza del gran trocantere dopo interventi chirurgici di osteotomia del femore o del bacino.    
     Attualmente assumono maggior valore in caso di interventi di artroprotesi.                        

In orthoeasy.it  -  Note su alcune patologie dell'apparato locomotore

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